I data journalist e gli analisti alle volte si trovano divisi e travolti da un’ondata di informazioni contrastanti che li lasciano confusi ma che al tempo stesso li aiutano a capire, superato il primo impatto, dove andare a cercare il valore aggiunto delle informazioni ma anche e soprattutto le conferme nei fatti, perché le parole se le porta via il vento.

Eni e Greenpeace

Ad esempio è sotto gli occhi di tutti, che Eni sta facendo uno sforzo aziendale e comunicativo rilevante per adeguarsi in chiave ambientale ma con risultati che al momento non sembrano essere colti dal mercato né per quanto riguarda il gruppo né per quanto attiene al suo settore di appartenenza.

 

Photo shows InchCapital Platform - ENI Line Weekly chart of the past eight years updated November 17, 2020

InchCapital Platform – ENI Line Weekly chart of the past eight years updated November 17, 2020

 

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InchCapital Platform – ENI Line Weekly chart updated November 17, 2020.jpg

 

Photo shows InchCapital Platform - DJ STOXX 600 OIL & GAS Line chart of the past eight years

InchCapital Platform – DJ STOXX 600 OIL & GAS Line chart of the past eight years

 

Non sembrano essere colti neanche da chi da tempo si occupa di temi ambientali come Greenpeace, che recentemente sta raccogliendo firme per fare pressione su questo cambiamento di ENI, iniziativa che di fatto si contrappone alla linea comunicativa del Gruppo ma allora a chi credere?

Ai fatti, atteniamoci ai fatti e visto che un vecchio assunto afferma che il mercato sconta tutto non ci resta che constatare che l’andamento del titolo così come quello del suo settore di appartenenza è al momento oggettivamente ribassista soprattutto per quanto attiene al medio lungo periodo.

Tuttavia, per il breve periodo,

sono emersi, per la prima volta da molto tempo, positivi segnali che lasciano ben sperare per il recupero delle quotazioni e ciò sia per quanto riguarda ENI che per il settore Stoxx 600 OIL & GAS. Le quotazioni di Eni hanno raggiunto i livelli del 1996, anno successivo a quello della sua quotazione ed è statisticamente improbabile che si registrino ulteriori pressioni in vendita, quantomeno per l’anno in corso.

 

Photo shows InchCapital Platform - ENI Candlestick Daily chart updated on November 17, 2020

InchCapital Platform – ENI Candlestick Daily chart updated on November 17, 2020

E.S.G e S.R.I.

Ora tutti noi sappiamo che da tempo e più precisamente dall’adozione dell’Action Plan U.E. del 2018 si sta sviluppando un’ondata comunicativa dominata dagli acronimi E.S.G & S.R.I che ha portato ad una rivoluzione straordinaria nel mondo degli investimenti istituzionali: se non sei E.S.G. o S.R.I. non sei gradito.

Sei invece molto gradito se oltre ad essere ESG o SRI fai parte dei cosiddetti investimenti tematici: tecnologia, digitalizzazione, demografia, health-care e ambiente, con tutte le loro sottoclassi di definizione.

E visto che l’U.E. ha stanziato fondi rilevanti per realizzare l’Action Plan conviene a tutti essere ESG. Ma attenzione, agli investitori che guardano con sensibilità al punto di non ritorno interessa invece sapere la verità e cioè se la società è veramente E.S.G. o S.R.I.

Ecco che allora è opportuno che le nuove figure professionali legate al mondo dell’analisi finanziaria di cui faccio parte si confrontino regolarmente con le associazioni come Greenpeace che da tempo combattono per la difesa dell’ambiente o con i numerosi centri di ricerca che hanno a cuore queste tematiche.

Questione di Rating.

In sostanza, chi stabilisce se un titolo è E.S.G. o S.R.I con un grado di attendibilità oggettiva, seguendo un protocollo scientifico? Chi può dare il rating di affidabilità ambientale?

Rating? Negli ultimi anni tutti noi abbiamo assistito ad eventi straordinari che in realtà si rivelano ordinari e questo perché si ripetono nel tempo ciclicamente con protagonisti e scenari diversi, che tuttavia generano sempre gli stessi effetti e cioè mistificare la realtà a danno, negli argomenti che ci occupano, degli investitori.

Mi riferisco ad esempio al negativo contributo delle agenzie di rating alla crisi internazionale Lehman oppure ancora alle società di rating che hanno certificato i bilanci di WIRECARD (chiusura giornaliera del 17.11.2020: 0.625)

 

Photo shows InchCapital Platform - WIRECARD daily bar chart updated on November 17, 2020

InchCapital Platform – WIRECARD daily bar chart updated on November 17, 2020

 

Oppure ancora al caso Total inserita tra i principali components dell’indice MSCI EMU S ESG Rt & Trd Ldrs NR EUR e tuttora coinvolta in problematiche ambientali in Africa relative al prossimo gasdotto che si intende realizzare in quel continente.

 

Photo shows InchCapital Platform - TOTAL Line weekly chart of the past eight years updated on November 17, 2020

InchCapital Platform – TOTAL Line weekly chart of the past eight years updated on November 17, 2020

La rivoluzione energetica

Ci sono poi casi straordinari, epocali che veramente segnano la storia come ad esempio la ristrutturazione globale del settore delle utilities.

Questa si è riflessa in una prima fase penalizzante con le capitalizzazioni dei principali players del mondo che si sono pressochè dimezzate nell’arco di otto anni per poi passare adesso ad un new deal in cui i titoli che hanno saputo concretamente ristrutturarsi e cogliere le nuove opportunità clean, peraltro tangibilmente incoraggiate e finanziate dall’Action Plan U.E., risultano essere avvantaggiati e sotto la lente degli investitori.

 

Photo shows InchCapital Platform - Ishares Global Clean Energy Ucits Etf (IE00B1XNHC34) weekly bar chart

InchCapital Platform – Ishares Global Clean Energy Ucits Etf (IE00B1XNHC34) weekly bar chart

 

Quello che vedete nel grafico è l’ETF del settore Clean energy ed è l’ETF più forte del mondo in termini oggettivi sulla base del metodo INCH. Si pone al vertice di un basket di oltre 1.070 ETF selezionabili su tutte le categorie presenti sul mercato e classificate dalla piattaforma day by day. Sembra che anche in questo caso il mercato abbia anticipato gli eventi con il rientro dell’amministrazione BIDEN agli accordi di Parigi.

 

Conclusioni: ENI le energie pulite e gli E.S.G.

Al momento, guardando ai fatti, i mercati stanno costantemente premiando da tempo le energie rinnovabili rispetto agli idrocarburi e quindi il presente spinge verso questo futuro clean, che rappresenta di fatto uno dei temi trainanti per i prossimi anni.

Per quanto attiene all’OIL, per la prima volta da molti mesi, rileviamo che gli ultimi movimenti ascendenti non solo di ENI ma anche del settore STOXX 600 OIL & GAS e di TOTAL sono qualitativamente validi e quindi destinati a ripetersi nel tempo dopo una fase correttiva degli stessi. Eni tra l’altro si sta impegnando a cambiare verso alternative ambientali compatibili come quella della fusione fredda anche se richiede tempo (quindici anni) ed il problema del tempo per il cambiamento climatico è di cruciale importanza.

Quindi per il breve periodo siamo più ottimisti che pessimisti e non crediamo che si possano verificare ulteriori nuovi minimi a breve per questo settore.

Per la questione E.S.G. e S.R.I. la partita è tuttora aperta e l’auspicio di tutti è che si pervenga a dei protocolli standardizzati internazionali affidabili, di sostanza e non di vetrina.

Nell’attesa, la notizia positiva è che tutti possono diventare E.S.G.

Come?

Ricorrendo al rimedio più efficace ed immediato che ci da la natura per salvare la natura: piantiamo alberi.

Ma non quelli di Natale ma quelli per Natale e per tutti gli altri giorni dell’anno grazie a Treedom.net che da anni promuove questa splendida iniziativa.

Buona settimana a tutti.

www.inchcapital.com – Author: Emanuele Cecere